di Valerio Ciriaci
documentario, Italia, 2025, 90 min
Il documentario racconta la storia della prima regista italiana e del lungo percorso che l’ha riportata alla luce dopo decenni di oblio.
Protagonista dell’età d’oro del muto napoletano, Elvira Notari realizzò circa sessanta lungometraggi che, intrecciando cultura popolare e uno sguardo autentico sulla vita della città, conquistarono il pubblico da Napoli alle Little Italies negli Stati Uniti. Con l’avvento del sonoro e colpita dalla censura fascista, abbandonò il cinema nel 1930.
La sua opera cadde nel silenzio e gran parte dei suoi film andò perduta. Oggi, a 150 anni dalla nascita, Elvira Notari torna al centro della scena grazie al lavoro di studiosi e artiste che ne recuperano l’eredità e la reinterpretano attraverso la creazione di nuove opere.

Sin dall’inizio, ciò che più mi ha colpito dell’eredità di Elvira Notari sono stati i silenzi che circondano la sua storia. Oltre ai tre film superstiti e a frammenti sparsi, non resta quasi nessuna testimonianza diretta: nessuna lettera, nessun diario, solo alcune fotografie sfuggenti attraverso cui provare a intravedere la donna dietro l’artista e l’imprenditrice.
Eppure, la riscoperta della sua opera, iniziata negli anni Settanta in ambito accademico, è cresciuta fino a diventare una più ampia rivalutazione della sua importanza storica e artistica. Studiose, artisti e ricercatori recuperano proprio le qualità che un tempo l’avevano relegata ai margini, trasformando i vuoti della sua storia in una fonte per nuove interpretazioni e opere.
Il nostro film nasce dentro questo movimento, con la speranza di restituire a Elvira Notari il riconoscimento che merita e che le è stato negato troppo a lungo.Valerio Ciriaci – note di regia

Valerio Ciriaci è un documentarista italiano che vive negli Stati Uniti. Nato a Roma, si laurea in Scienze delle Comunicazione all’Università “La Sapienza” nel 2011, con una tesi su Jean Rouch e l’etno-fiction. Nello stesso anno si trasferisce a New York per frequentare il corso di cinema documentario della New York Film Academy. Nel 2012 fonda la casa di produzione Awen Films, con la quale realizza documentari indipendenti, video editoriali e altre produzioni audiovisive. I suoi corti documentari, Melodico (2012), Treasure – The Story of Marcus Hook (2013) e Iom Romì (2017) sono stati selezionati in numerosi film festival internazionali, tra cui Big Sky Documentary Film Festival, Hot Springs Documentary Film Festival, Bari International Film Festival e New York Jewish Film Festival presso il Lincoln Center. Nel 2015 realizza il suo primo lungometraggio, If Only I Were That Warrior, vincitore del premio Imperdibili al 56˚ Festival dei Popoli e del Globo d’Oro 2016 per il miglior documentario italiano. Nel 2019, al 60˚ Festival dei Popoli, presenta Mister Wonderland che riceve il premio “Il Cinemino” e viene in seguito diffuso sulla RAI in Italia e su PBS negli Stati Uniti. Il suo ultimo lungometraggio documentario, Stonebreakers (2022), si è aggiudicato il premio del pubblico, Il premio Imperdibili e la menzione speciale al 63˚ Festival dei Popoli.

