di Miran Zupanič
documentario, Slovenia, 2022, 75 min
Astrolabio esce dai confini del documentario italiano per tornare a parlare del conflitto in Bosnia-Erzegovina con la proiezione di Sarajevo Safari, il documentario che ha riaperto il caso dei “turisti-cecchini” durante l’assedio di Sarajevo: un capitolo oscuro della guerra rimasto a lungo nascosto su cui recentemente è stata aperta un’inchiesta da parte della procura di Milano.
Con noi Matteo Pioppi della redazione di R/Est Magazine.
Tra il 1992 e il 1996 Sarajevo è stata sottoposta a uno degli assedi più lunghi della storia contemporanea europea. Migliaia di civili sono stati uccisi, molti sotto il fuoco dei cecchini appostati sulle colline che circondavano la città. Tra i molti episodi di quella guerra, uno è rimasto a lungo ai margini dell’opinione pubblica: la presenza di stranieri facoltosi che avrebbero pagato per unirsi alle postazioni di tiro e sparare contro gli abitanti della città assediata.
Sarajevo Safari ricostruisce questa vicenda attraverso testimonianze di sopravvissuti, ex membri delle strutture militari e fonti investigative, riportando alla luce una storia rimossa e interrogando lo spettatore sul rapporto tra violenza, responsabilità e memoria.

Il film offre allo spettatore un’intuizione del male assoluto che si cela dietro le maschere dell’umanità e permette di entrare nel destino di persone la cui vita è stata irreversibilmente segnata dai colpi dei cecchini. Accanto alla loro sofferenza, il film aiuta anche a comprendere la loro saggezza e la forza della loro volontà di vivereMiran Zupanič

Miran Zupanič (nato nel 1961) si è laureato all’Università di Lubiana in giurisprudenza e regia cinematografica. Nei suoi documentari si concentra sul destino degli individui nei momenti di svolta della storia del Novecento.
Run for Life (1990) è il primo documentario sloveno dedicato a Goli Otok, la più dura prigione politica dell’ex Jugoslavia. The Eyes of Bosnia (1993) è stato girato durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. Kocbek, A Poet in the Abyss of History (2004) racconta il percorso umano e intellettuale del poeta Edvard Kocbek. Aufbiks! (2006) ricostruisce i conflitti nazionali tra sloveni e tedeschi a Celje all’inizio del Novecento. Children from Petriček Hill (2007) raccoglie le testimonianze dei discendenti di presunti o reali collaborazionisti nazisti giustiziati alla fine della Seconda guerra mondiale, i cui figli furono internati nel campo di concentramento di Petriček.
My Friend Mujo (2012) racconta la storia di Mujo Turajlić, che ha perso entrambe le braccia in un’esplosione ma continua a lavorare la terra e a mantenere la propria famiglia con uno spirito indomabile. Sing Me a Song (2018) è un ritratto complesso del musicista Vlado Kreslin e dei suoi diversi pubblici. Sarajevo Safari (2022) porta alla luce una vicenda fino ad allora sconosciuta: quella di stranieri che pagavano per sparare contro i civili della Sarajevo assediata.
Zupanič è anche autore e regista di film di finzione: Operation Cartier (1991), Radio.doc (1995), Rascals! (2001), Couples at Stake (2009), Victory, or How Maks Bigec Turned the Wheel of History (2011). Dal 1997 è professore di regia cinematografica presso l’Accademia di Teatro, Radio, Cinema e Televisione dell’Università di Lubiana.

