di Loris Nese
documentario, Italia, 2025, 85 min
Astrolabio riparte con la proiezione di Una cosa vicina di Loris Nese, presentato nelle Giornate degli Autori di Venezia. In questo documentario il racconto autobiografico affronta il tema della criminalità organizzata attraverso l’utilizzo di materiali d’archivio, film familiari e animazione sperimentale. In collegamento con il cinemino, dopo la proiezione, il regista Loris Nese e la produttrice Chiara Marotta di Lapazio Film.
Negli anni novanta un bambino cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. È proprio attraverso il cinema che, ormai adulto, comincia a interrogarsi sul passato, a ricostruire la propria identità. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante, e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.

Il film nasce dalla voglia di raccontare la confusione che caratterizza una vita trascorsa tra dubbi sul proprio passato, che si insinuano sottopelle nell’interpretazione del mondo. Questo percorso emotivo parte dall’innocenza dell’infanzia, che porta con sé la fascinazione per il mito, passa per l’adolescenza alimentata dall’esaltazione del male, e arriva alla necessità adulta di cercare una verità più complessa, fuori dalla retorica della cronaca e dalla narrazione dominante. Alternando materiali d’archivio, animazione, filmati famigliari e riprese documentarie, il racconto cerca di restituire i molti punti di vista che compongono una storia famigliare segnata da scelte problematiche, profonde perdite, amore e resistenza quotidiana. Il cinema diventa lo strumento per porre domande forse irrisolvibili e costruire un’immagine possibile, parziale come tutte le altre
Loris Nese – Note di regia

Loris G. Nese è regista, sceneggiatore, animatore, direttore della fotografia, co-fondatore della società di produzione Lapazio Film. Laureato in Cinema a Bologna, crea racconti ibridi che attraversano fiction, animazione e narrazione documentaria.
Tutti i suoi cortometraggi hanno ricevuto riconoscimenti a livello internazionale: nel 2018 Quelle brutte cose è premiato alla Settimana della Critica di Venezia e selezionato al Sundance. Due anni dopo Malumore è premiato a Torino, DOK Leipzig, Krakow, selezionato a Annecy Animation FF, Atlanta, Slamdance, Belfort Entrevues. Nel 2021 Il turno è in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia e al Palm Springs
International ShortFest. Nello stesso anno lavora alla fotografia e alle animazioni del lungometraggio di Chiara Marotta Il momento di passaggio, presentato all’IDFA. Nel 2023 Z.O. è premiato a Locarno, Brooklyn FF, in concorso ad Alice nella città (Festa del Cinema di Roma) e Cinemed di Montpellier. Il suo lungometraggio documentario Una cosa vicina viene selezionato alla 82. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori. Attualmente è impegnato nello sviluppo di un film selezionato dal Torino Film Lab e da Biennale College. Dirige inoltre videoinstallazioni, serie documentarie e videoclip.

