AD ASTRA

CINEMINO In Genova

ṣumūd ġazāra #11 Put Your Soul on Your Hand and Walk



AD ASTRA – Cinemino in Genova
INGRESSO RISERVATO AI SOCI CON TESSERA ARCI 25/26
È possibile fare richiesta online via App ARCI o direttamente al circolo.


di Sepideh Farsi
documentario, Francia, Iran, Palestina, 2025, 110′

Put Your Soul on Your Hand and Walk racconta la vita a Gaza durante l’invasione militare israeliana attraverso le videochiamate tra Sepideh Farsi e la fotoreporter palestinese Fatima Hassouna, che documenta con coraggio la realtà quotidiana di una popolazione assediata. Attraverso un racconto intimo e potente, il film diventa l’archivio della resistenza di Fatima, uccisa in un attacco aereo insieme a nove membri della sua famiglia, mentre la realizzazione del film era ancora in corso. Un caso che ha scosso le coscienze in tutto il mondo.

«Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita dal tutto il mondo.» FATMA HASSONA, Fotogiornalista (1999-2025)

Una regista iraniana (Sepideh Farsi) che vive a Parigi e una giovane fotoreporter (Fatma Hassona) che vive con la famiglia in Palestina documentando con le sue foto l’assedio della sua terra, progettano di realizzare insieme un documentario di denuncia della tragica situazione palestinese. Le due donne di parlano quasi ogni giorno con videochiamate che la regista tiene in memoria come documentazione per il lavoro da fare. Nelle loro conversazioni si mescolano rapporti giornalistici sulla situazione quotidiana che Fatma vede attorno a se e conversazioni personali sulle sperante e i sogni di una ragazza come tante, che vorrebbe girare il mondo come fotoreporter, mentre si vede confinata nella sua casa.Un giorno Sepideh comunica a Fatma che avranno la possibilità di presentare il progetto al Festival di Cannes e che sono entrambe invitate sulla Croisette. Fatma è felicissima della notizia che accoglie con uno dei suoi meravigliosi sorrisi. Il giorno dopo, 16 aprile 2025, improvvisamente, la casa degli Hassona viene distrutta da missili di precisione che uccidonoFatima e gran parte della sua famiglia.Secondo la regista “L’edificio è stato preso di mira, visto l’alto numero di giornalisti e fotografi uccisi dall’esercito israeliano a Gaza”.Il caso fa il giro del pianeta e scuote le coscienze. Quelle telefonate “preparatorie” diventano per la regista Farsi l’unico materiale disponibile per un film che viene pervicacemente alla luce. Ed è quanto mai autentico, necessario e urgente. La voce della fotoreporter Fatma Hassona non sarà dimenticata.

Put your soul on your hand and walk è la mia risposta, come regista, ai massacri in corso dei palestinesi. Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo. Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo, dalla sua «prigione di Gaza», come la definiva lei. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno. I frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L’assassinio di Fatma il 16 aprile2025, in seguito a un attacco israeliano alla sua casa, ne cambia per sempre il significato.

Sepideh Farsi – note di regia

Sepideh Farsi vive la rivoluzione iraniana a soli 13anni. Arrestata a 16, lascia il suo paese a 18 per poter continuare a vivere. Si stabilisce a Parigi, dove studia matematica, si dedica alla fotografia e inizia una prolifica carriera cinematografica. Autrice di una quindicina di opere tra documentari, fiction e animazione, è nota per l’uso di mezzi non convenzionali, come nel caso di Teheran senza autorizzazione (2009), girato con un cellulare. Il suo film Red Rose (2014) esplora le rivolte del Movimento Verde, mentre il recente film d’animazione La Sirène (2022), sulla guerra Iran-Iraq, ha aperto la Berlinale ed è stato premiato in numerosi festival. Attualmente sta lavorando a un western iraniano e a un grafic-novel autobiografico, Mémoires d’une fille pas rangée (“Memorie di una ragazza disordinata”). Attivista instancabile per la democrazia in Iran, continua a unire impegno politico e creazione artistica.

La grafica di ṣumūd ġazāra è curata da Federica Romani