presentazione Lampedusa/Gaza. L’orologio coloniale e i linguaggi interrotti
di Iain Chambers in presenza dell’autore intervistato da Federico Rahola DISFOR dell’Università di Genova per il progetto SOLROUTES – Solidarities and migrants’ routes across Europe at large
+ proiezione Your Father Was Born 100 Years Old And So Was The Nakba
di Razan Al-Salah, 2024, 6’ V.O. arabo sott. ita
+ proiezione A Stone’s Throw
di Razan Al-Salah, 2024, 40’ V.O. arabo sott. ita
Grazie a Viva Viva Palestina sarà possibile assaggiare le specialità palestinesi cucinate dalle mamme dei bambini di Gaza in cura al Gaslini.

Lampedusa/Gaza. L’orologio coloniale e i linguaggi interrotti
di Iain Chambers, Orthotes, 2025
Questo libro esplora le intersezioni tra migrazione, arte e colonialismo, interrogando il Mediterraneo e Gaza come uno spaziotempo plasmato da rapporti di potere storicamente asimmetrici e configurato come un laboratorio aperto della modernità. Attraverso una serie di itinerari critici, si estrae dalle rovine del presente la trama intrecciata di colonialismo e razzismo costitutiva della modernità occidentale. Nei linguaggi delle arti postcoloniali si incontrano strumenti critici in grado di sfidare le narrazioni egemoniche con configurazioni inaspettate della realtà contemporanea. Qui, Gaza, devastata dal genocidio, si impone come punto focale, rivelando tutti i limiti dell’Occidente: la sua politica, ovviamente, ma anche il suo umanesimo e la sua estetica. Nella violenza coloniale del presente, il testo afferma con urgenza la necessità di smantellare le architetture epistemiche e politiche dell’Occidente, per sostenere degli orizzonti critici che rispondano alle storie negate e alle voci e vite rifiutate. In questo lavoro di smontaggio del Mediterraneo e del mondo contemporaneo, si mette in luce la centralità politica della traduzione storica e culturale continua che sostiene un’appartenenza mobile, e ci parla sempre di futuri radicalmente più democratici.

Iain Chambers
Iain Chambers è uno scrittore e ricercatore indipendente. In passato ha insegnato studi culturali e postcoloniali del Mediterraneo presso l’Università di Napoli L’Orientale. Le sue pubblicazioni includono Le molte voci del Mediterraneo (2007) e Mediterraneo Blues (2020). Con Marta Cariello ha pubblicato La questione mediterranea (2019). Nel 2022 è stato membro del collettivo «Jimmie Durham & A Stick in the Forest by the Side of the Road» che ha partecipato a Documenta Fifteen. Scrive regolarmente per il Manifesto.

A Stone’s Throw
di Razan Al-Salah, 2024, 40’ V.O. arabo sott. ita
Amine, un anziano palestinese, viene allontanato due volte: dalla sua terra e dal suo lavoro. Viene esiliato dalla sua città natale, Haifa, e cerca rifugio a Beirut, poi di nuovo sull’isola di Zirku, per lavorare su una piattaforma petrolifera off-shore e in un campo di lavoro nel Golfo Persico. “A Stone’s Throw” oltrepassa i confini per rivelare una vicinanza emotiva e materiale tra l’estrazione del petrolio e il lavoro nella regione e la colonizzazione sionista della Palestina. Il film ripercorre la storia della resistenza palestinese quando, nel 1936, i lavoratori petroliferi di Haifa fecero saltare in aria un oleodotto della BP.

Your Father Was Born 100 Years Old And So Was The Nakba
di Razan Al-Salah, 2024, 6’ V.O. arabo sott. ita
Oum Ameen, una nonna palestinese, torna oggi nella sua città natale, Haifa, grazie a Google Maps Streetview, l’unico modo che ha oggi per vedere la Palestina.

Razan Al-Salah
Razan è un’artista e insegnante palestinese che vive a Tiotiake/Montreal.
I suoi film lavorano con l’estetica materiale della scomparsa dei corpi, delle narrazioni e delle storie indigene nei mondi coloniali dell’immagine. Le sue immagini in movimento sono sia trasgressioni spettrali che rotture infiltranti dell’immagine coloniale, che funge da un altro confine, un altro muro. Considera il suo processo creativo come un ricordo collettivo in un cerchio di relazioni reciproche – e con l’ignoto.
I suoi film sono stati proiettati al Cinema Days Palestine (Sunbird Award per il miglior cortometraggio 2017), al RIDM (miglior cortometraggio o mediometraggio nazionale 2024), a Singapore, Yebisu, Valdivia, Melbourne, Glasgow e Beirut International, Prismatic Ground, Blackstar, doc Lisboa, FID Marseille, Open City Docs, Instants Video, tra gli altri.
Razan insegna cinema alla Concordia University.
